Sergio Ollivier: "QUESTO BLOG E' ACCESSORIO AL MIO SITO PRINCIPALE": >> ESCURSIONI NEI DINTORNI DI TRIESTE <<

Case Vodice e il "Novak Platz"


e con un sentiero nel bosco si arriva ai prati delle "Case Vodice".
Sullo sfondo il rilievo del monte Cucco
Già al centro delle vicende belliche, la ricostruzione procede a rilento
Forse si vuole fare un ennesimo agriturismo?
 Da quì la vista sulle Alpi Orientali è magnifica

Con la carrozzabile d'accesso si arriva al monumento austriaco "Novak platz".
Nei pressi c'era un cimitero di guerra 

Il monumento è piuttosto diroccato.
Adiacente, il bivio di carrarecce della "sella quota 503"

Monte Vodice, mausoleo gen. Gonzaga e monumento agli alpini




Mausoleo Generale Gonzaga in cima al monte Vodice
  


Mosaico all'interno del mausoleo con i nomi delle battaglie
 


Conquistata la cima del Vodice. Impressiona la vista retroattiva sul santuario
 

Monte Vodice, l'aquila come simbolo del  monumento degli alpini


Riflettere un pò e poi.......la gita continua


Foto storiche gita monte Santo

La zona interessata dalla 10.a e 11.a  battaglia dell'Isonzo






Veduta generale della zona
 

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La storia del Cai XXX Ottobre:


La storia della XXX Ottobre 1918 -
La guerra, la prima guerra mondiale, era finita da pochi giorni e Trieste era finalmente italiana. Sollievo per la fine di sofferenze e massacri, entusiasmo per il tanto desiderato ricongiungimento alla Madrepatria. Trieste, in quei giorni di fine ottobre e inizio novembre, era in festa e grandi speranze animavano gli ambienti cittadini. Fra questi, nel popoloso rione di S.Giacomo, precisamente nel ricreatorio Pitteri, un gruppo di giovani volle associarsi per sviluppare un'attività sportivo-culturale dando così inizio a questa nostra storia, la storia dell'Associazione XXX ottobre. Era il 24 novembre. Perché "Trenta ottobre"? Perché quel giorno la città ebbe la certezza che il momento era giunto ed insorse spontaneamente per accelerare l'arrivo delle truppe italiane. I padri fondatori vollero registrare solennemente quella data.
Più che una storia, del resto ampiamente descritta nella nostra rivista "Alpinismo Triestino" a partire dal numero di settembre-ottobre 1993, questo sarà un richiamo sintetico dei maggiori avvenimenti che hanno caratterizzato la lunga e proficua vita di questo nostro sodalizio.

Il 2 dicembre viene per la prima volta verbalizzato un direttivo ed appare il nome del presidente, il sign. Silvio Stocca. Un grande entusiasmo animava quella cinquantina di soci che avviarono una serie di attività, adottarono i colori sociali (bianco e nero) ed il logo "AXXXO" e definirono gli scopi associativi. Sostanzialmente una Polisportiva che organizza anche trattenimenti vari.
1919 - Staffetta Trieste - Fiume. 160 atleti per 500 metri.
1920 - Cesare Prez ed il gruppo grotte.
1923 - Organizzazione della prima settimana alpina in Brenta. Gite sulle Giulie.
1925 - Gruppo marciatori.
Comici-Benedetti sull'Ago di Villaco.
Rilievo sulla stampa per un salvataggio nella voragine di Raspo.
1927 - Si costituiscono il gruppo sciatori e la sezione filodrammatica.
1928 - Il socio Poggiolini campione d'Italia nei 50 km. di marcia.
Il controllo del regime fascista sulle associazioni diventa pesante: particolarmente le attività sportive sono soggette a severi controlli e regolamenti. La XXX ottobre, che nel 1940 verrà espulsa dall'O.N.D., si orienta sempre più verso l'attività alpinistica che gode di maggiore libertà.
1935 - Rischio di scioglimento.
1938 - Incidente "diplomatico" durante una premiazione. Il partito reagisce e costringe il presidente in carica alle dimissioni. Parte la richiesta di entrare nel Club Alpino Italiano.
1940 - Il C.A.I. accetta la richiesta d'adesione come sottosezione dell'Alpina delle Giulie.
1942 - Un gruppo di soci, forti rocciatori, si autodefinisce i "Bruti de Valrosandra".
1944 - Viene istituita una fornita biblioteca dedicata a Julius Kugy.
1945 - Si costituisce ufficialmente il gruppo rocciatori.
1946 - Dopoguerra. All'assemblea annuale i soci risultano circa 500.
1947 - Dal vecchio gruppo degli sciatori si costituisce lo SCI-CAI.
Al 3 di aprile, in un'assemblea straordinaria, viene comunicato che la XXX Ottobre è sezione del C.A.I. - Presidente Diego Viatori.
1948÷'54 - Con l'ausilio di camion attrezzati, di motociclette e qualche rara automobile aumenta la possibilità di andare in montagna. I rocciatori compiono numerose salite di notevole impegno. Viene acquistata la casa di Valbruna.
Nasce una sottosezione a Muggia. Riprende in pieno l'attività speleologica.
1955 - In occasione del suo decennale il gruppo rocciatori organizza una spedizione esplorativa all'Ala Dag, in Anatolia: grande successo, rilevato anche dalla stampa nazionale. E' la prima spedizione interamente sezionale fuori confini.
1956 - Sotto la spinta di Spiro Dalla Porta Xidias, viene attivata presso la sede sociale la stazione triestina di soccorso alpino.
1957 - I soci sono 823. Spiro Dalla Porta e Omero Manfreda diventano accademici.
Una spedizione all'Elburz non viene coronata da successo.
1960 - Si costituisce e forma sottosezione della XXX ottobre il gruppo "Giusto Gervasutti" di Cervignano mentre la sottosezione di Muggia stenta a decollare. Vengono completati i lavori al rifugio Flaiban Pacherini.
1962 - Costruzione del rifugio Fonda Savio.
1964 - Il segretario Duilio Durissini diventa presidente. La sezione supera il traguardo dei 1000 soci. Dopo vari spostamenti si approda alla sede di via Silvio Pellico. Grande impegno per bivacchi, sentieri e rifugi.
1965 - Muore di malattia Giorgio Brunner, grande alpinista, che lascia alla Sezione un ricchissimo archivio fotografico in bianco e nero. Parte una campagna alpinistica in Grecia e Turchia.
1966 - Sono ultimati i bivacchi Slataper, Dordei, Brunner e le vie ferrate Merlone-Ceria e Berti.
1968 - Anno del cinquantenario. Viene data alla stampa una monografia commemorativa. Spedizione in Patagonia. Il gruppo paleontologia umana, che ha sempre svolto intensa attività, apre un proprio laboratorio assieme ad altri organismi scientifici.
Sono gli anni del disagio giovanile, della contestazione studentesca ed operaia; qualche turbolenza nell'ambito dell'associazione non porta ad un ricambio generazionale degli organi direttivi. Appare invece sulla scena alpinistica non solo locale, un "grande" che darà una svolta al modo di affrontare l'arrampicata. Enzo Cozzolino. La sua breve vita termina nel 1972, lasciando il segno profondo delle sue imprese. Sono anni intensi per l'attività di tutto il gruppo rocciatori. Nel 1974 ne entra a far parte un personaggio che per la sua allegria, il suo entusiasmo ed il suo grande amore per la natura diventerà, come già Bianca Di Beaco e Silvia Metzeltin, un simbolo dell'arrampicata femminile: Tiziana Weiss. Purtroppo sono anche anni di lutti. Muore nel 1976 Duilio Durissini. Nei suoi dodici anni di Presidenza, amato e rispettato dai soci, ha profuso per la XXX ottobre energie, risorse, entusiasmo. Se la sezione è diventata grande, deve tributare a questo suo presidente tutta la sua riconoscenza ed ammirazione.
1977 - La sezione organizza una marcia di protesta contro una clausola del "Trattato di Osimo" che prevede l'installazione di una zona industriale sul Carso a cavallo del confine con la Slovenia. Vi partecipano 4.000 persone. La socia Silvia Metzeltin è la prima donna che entra a far parte del Club Accademico.
Prendono piede le spedizioni extraeuropee.
1979 - Viene costituito il gruppo canoa fluviale.
1981 - Viene costituito il gruppo orientamento. In collaborazione con la S.A.G., viene avviata la scuola di sci alpinismo "Città di Trieste".
1982 - Spedizione himalajana; viene raggiunta da Mauro Petronio la vetta del Lantang Lirung(m 7.246). Purtroppo nella discesa muore Bruno Crepaz, grande nostro alpinista e animatore di molte iniziative del CAI.
Siamo negli anni del turismo di massa in montagna. Il CAI si pone seriamente il problema della salvaguardia dell'ambiente e della sicurezza degli alpinisti. Sono frequentatissime le "alte vie" e le "vie ferrate", i rifugi diventano sempre più meta d'arrivo anziché base di partenza, con tutte le conseguenze del caso.
1985 - Francesco Biamonti presidente, ma già l'anno successivo 1986 è costretto a lasciare l'incarico, chiamato a dirigere il "Festival della Montagna" a Trento. Il gruppo di alpinismo giovanile, già molto attivo, traccia sul Carso il sentiero "Tiziana Weiss" in onore dell'alpinista caduta nel 1978.
Hanno inizio i corsi Kajak. Entra a far parte della sezione un gruppo esterno denominato "Rose d'Inverno" che realizza dei corsi annuali di introduzione alla montagna a carattere naturalistico-escursionistico, ideati da Ettore Tomasi. La sezione conta 17 accademici. Uomini di punta dell'arrampicata (Cerro Torre, Fitz Roi) sono Mauro Petronio e Marco Sterni. Mauro Rumez trova nello sci estremo la sua realizzazione. Il gruppo Gervasutti continua brillantemente la sua attività. Si struttura la Commissione gite che organizza un grande ballo nella grotta Bach al lume di 1.000 candele ed una salita notturna al monte Nanos.
1988 - Viene istituita la scuola di roccia "Enzo Cozzolino". Direttore Iose Baron.
Acquisto della sede di via Battisti con una sottoscrizione fra soci. Il gruppo Giovanile (guidato da Paolo Covelli) sale il monte Rosa. Bene tutti i gruppi.
1989÷1990 - Si ricorda la figura di Comici con la deposizione di un monumento ligneo a Selva di Valgardena. Il corso biennale "Rose d'Inverno" entra nella scuola Cozzolino come corso base di alpinismo. Marco Sterni viene nominato atleta dell'anno dalla locale sezione dell'Unione nazionale veterani dello sport.
Fiammata d'entusiasmo per il neo gruppo Mountain bike che però durerà poco. Un gruppetto selezionato del giovanile raggiunge la cima del monte Bianco. Esce il primo numero di "Alpinismo Triestino".
1991 - Il gruppo rocciatori riassume il nome di "Bruti de Valrosandra". Nasce la scuola di speleologia "Cesare Prez". Giovanile sul Gran Paradiso e Dente del Gigante. "Alpinismo triestino" è un bimestrale.
1992 - I soci sono 2733. Viene organizzata la mostra "-1000+8000". La cordata Babudri-Sain, con 22 vie nuove, vince il premio Crepaz per l'esplorazione.
1993 - Manifestazioni per l'anno del 75° (vedi scheda 3). Il "Piccolo" dedica una intera pagina alla XXX ottobre. Scopertura di una targa commemorativa al ricreatorio Pitteri. Muore Fabio Zenari, a lungo apprezzato segretario-tesoriere della sezione.

VERSO IL 2000
Due presidenze, molto diverse fra loro, caratterizzano l'ultimo scorcio di secolo. Lionello Durissini, fratello minore di Duilio, in un certo senso erede delle grandi tradizioni trentaottobrine, grande organizzatore, marciatore instancabile e Spiro Dalla Porta Xidias, dal temperamento artistico, rocciatore, cultore e cantore della montagna. Nello fa sentire le sue opinioni dalle pagine di "Alpinismo Triestino" Spiro accelera la sua produzione letteraria. L'alternanza di queste due anime porta la "Trenta" a livelli di prestigio e di conoscenza forse mai raggiunti fino ad allora. La nuova sede, acquistata con il contributo dei soci; l'avvio della scuola di roccia "E. Cozzolino" e di quella di speleologia "C. Prez"; la stampa del periodico "Alpinismo triestino", le manifestazioni per il 75° anniversario (scheda 7), la mostra "-1000+8000", il nuovo regolamento sezionale, i convegni nazionali, l'elezione di Spiro a consigliere centrale, la spedizione "Trieste 8.000" ……sono tutte occasioni di grande risonanza locale e nazionale. Una posizione i due presidenti condividono in pieno: una profonda insofferenza per tutta la burocrazia che il CAI sta montando, creando intralci e dispendio di risorse nell'attività delle sezioni.
1994 - Nuovo regolamento sezionale che verrà approvato, con qualche ulteriore modifica nell'Assemblea del 1995. Il socio Ostrouska parte per l'attraversamento delle due Americhe in mountain bike, da Nord a Sud.
1995 - Si inaugura il ricovero "Igor Crasso". Conclusione a Trieste (Muggia) del "Camminaitalia". I giovani della XXX e dell'Alpina sul Monte Olimpo. Intensa attività del gruppo "G: Gervasutti" che festeggia i suoi 35 anni di attività e si prepara a diventare sezione.
1996 - Il gruppo rocciatori, per ricordare i suoi 50 anni , presenta il cortometraggio di Marco Arnez " Insieme sulle vette" che riceverà l'anno successivo il premio "ALPI GIULIE CINEMA". Mauro Rumez in Nuova Zelanda continua le sue solitarie discese estreme con gli sci.
1997 - Spedizioni alpinistiche leggere in Perù ed in Nepal. Partecipazione attiva dei gruppi grotte e giovanile alla manifestazione cittadina "Sport Show". Continua intensa l'attività della commissione gite. Organizzazione del 1° Convegno nazionale"Acque che muovono montagne".
1998 - Gennaio. Cadono in montagna Andrea Tuntar e Alessandro Cernaz. Accarezzavano il progetto di salire un 8.000 per gli ottant'anni della "Trenta". La spedizione, accompagnata da un trekking sezionale, si farà ugualmente in autunno, meta lo Shisha Pangma, m 8.046 ma non avrà successo per le avverse condizioni atmosferiche. Durissini lascia la direzione di "Alpinismo Triestino.
Il gruppo di Cervignano decide in assemblea di avviare l'iter per diventare Sezione.
Il gruppo "Orientamento" organizza a Sgonico il campionato italiano sulla lunga distanza.
Stand dei rocciatori al Trieste Sport Show.
Impresa di Sterni in Madagascar.
1999 - 2° Convegno nazionale: "Enzo Cozzolino; svolta dell'Alpinismo in Italia." Spedizione al Peak Lenin (m 7.134) per il ventennale della scuola di sci alpinismo. Mauro Rumez scala il McKinley e discende con gli sci, in prima assoluta' la West Rib. Purtroppo in autunno resterà vittima di una valanga sull' Eiskogel.
Al 30 Dicembre Sandra Canestri e Marco Tossutti in cima all'Aconcagua (m.6959).
Il responsabile del giovanile Mario Bevilacqua firma con il Provveditorato un protocollo d'intesa per una collaborazione con la scuola.
2000 - Claudio Mitri è il nuovo Presidente della XXX Ottobre. Medaglia d'oro del CAI a Francesco Biamonti.
Paolo Covelli viene nominato rappresentante del CAI nell' Alpinismo Giovanile dell' UIAA.
3° Convegno nazionale: "La cultura della Montagna"
Il gruppo T.A.M. (Tutela Ambiente Montano), al suo primo anno di attività, conclude il corso dedicato alla conoscenza e la tutela del Carso.
Intensa attività del gruppo kayak per onorare il suo ventennale con spedizione in Cile; purtroppo in autunno va a fuoco il magazzino di Aurisina e tutte le attrezzature vanno distrutte.
La "Trenta" (Rose d'Inverno) organizza per conto della Delegazione Regionale il 1° Corso regionale per capigita.
Grande rilancio dello Sci Cai. Si avvia un gruppo di sci escursionismo.
Si comincia l'allestimento di un sito Internet della "Trenta".
Il socio Franco Bulli vince a Lecco il primo premio al concorso letterario"Carlo Mauri" dedicato alla narrativa d'avventura.
Alpinismo Giovanile: successo del concorso scolastico di prosa "Raccontando la montagna", con i complimenti del CAI centrale.
In Autunno spedizione alpinistico-esplorativa "Cina 2000" con Marco Sterni e Roberto Priolo.
2001 - Manifestazione commemorativa nella sede del Consiglio Comunale di Trieste per il centenario della nascita di Emilio Comici.
A Verona l'Assemblea generale straordinaria del CAI approva modifiche sostanziali alla prima parte dello Statuto.
Il gruppo orientamento organizza a Piancavallo il campionato italiano individuale e staffetta di sci orientamento.
4° Convegno nazionale: "Dieci tappe della storia e della letteratura dell'alpinismo".
1a Rassegna cinematografica "Sci alpinismo e la montagna" organizzata dalla scuola "Città di Trieste".
Firmato un accordo internazionale che destina la casa di Valbruna a centro didattico insieme a strutture similari al Glocknerhaus ed a Mojstrana.
Seconda edizione del concorso per scolari e studenti "Raccontando la montagna".
Mauro Bole (Bubu), cresciuto nel nostro gruppo rocciatori ed ormai alpinista di fama mondiale (ultima grande impresa una via nuova sullo Shipton Spire, denominata "Women and chalk"), si aggiudica il premio "Grignetta d'oro".
Successi in Bolivia di Sandra, Marco e Miro sulle alte quote.
Luciano Bertocchi campione italiano H65 di orientamento sulla distanza classica.
Manifestazione commemorativa a Selva per ricordare la morte di Emilio Comici. A lui dedicato l'ultimo libro di Spiro "Le ali dell'angelo".
Va alla stampa anche un libro che ricorda Mauro Rumez: " Il mio sci estremo".
Organizzazione , insieme alla SAG, dell' 8° congresso biveneto degli accompagnatori di escursionismo a Duino.
2002 - Anno internazionale delle montagne. Assieme alla SAG viene organizzata una settimana di manifestazioni in città sul tema: "Trieste, città di mare che guarda alla montagna".
5° Convegno nazionale: " la montagna per noi"
Il 19 maggio Sandra Canestri e Marco Tossutti raggiungono la cima del Cho Oyu (m 8.201) coronando un loro sogno e regalando alla nostra Associazione il primo "ottomila".

La nostra storia, per il momento, si ferma qui. Gli avvenimenti associativi sono abbastanza regolarmente riportati nel nostro sito INTERNET sia in Agenda che fra le News ed i gruppi stanno anche loro avviandosi verso una documentazione molto dettagliata."Alpinismo Triestino" continua a svolgere il suo ruolo e pertanto tutti gli elementi per continuare la nostra storia sono registrati. Come accennato all'inizio, notizie più dettagliate si trovano in biblioteca, nelle pagine rilegate per annata di Alpinismo Triestino dalle quali ho tentato di evidenziare i fatti più significativi. Correzioni ed integrazioni sono sempre possibili e saranno bene accette. Resta da augurarci che il futuro ci riservi soddisfazioni, entusiasmo ed impegno e che i giovani di oggi sappiano comprendere ed apprezzare questa storia ed arricchirla con la loro vitalità.

Claudio Mitri

Programma della gita sul monte Santo - 29 febbraio 2004


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Estefanía Ollivier - Mexico

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La 97.a iscritta a "Tutti gli Ollivier del mondo"
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ha scritto:
Hola ! Soy de Mexico, pero Ollivier a mucho honra if dont speak spanish here it goes again, hi im from mexico, but proud to be Ollivier.
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Ultimi paesi del litorale dell’Istria slovena

In gita con Sergio Ollivier: DOMENICA 4 OTTOBRE 2009

TRAVERSATA DEL LITORALE DELL'ISTRIA SLOVENA

"DAL GOLFO DI CAPODISTRIA ALLA VALLE DEL DRAGOGNA"


 

L'itinerario: Capodistria-Koper (12 m), monte Segadizzi-Segadiči (264 m), Gason-Gažon (243 m), Sergassi-Srgaši (165 m), val Derniga-Drnica (46 m), Padena-Padna (215 m), Novavilla-Nova Vas (268 m), Carcauze-Krkavče (175 m).


 

IL PROGRAMMA: descrizione e orari

Ritrovo dei partecipanti alla gita in via Fabio Severo, di fronte alla Rai.

Ore 7.00 Trieste. Partenza con la corriera. Si passa per l'ex valico di confine italo-sloveno di Rabuiese-Škofije e seguendo le indicazioni, in breve, si arriva a Capodistria (Koper, 23 km. da Trieste).

Ore 7.45 Capodistria-Koper (punto 1). Visita alla cittadina. Si entra dalla porta della Muda (1516) unica superstite delle 12 esistenti nelle mura che difendevano la cittadella, che era insediata su un'isola. Si entra nella piazza Preseren, dove si trovano l'elegante fontana Da Ponte (1666) e la chiesa di San Basso. Si risale verso il centro, incrociando i palazzetti di stile veneto Carli e Almerigogna; percorsa l'antica via Callegaria, passando sotto un portico, si sfocia nella bellissima piazza centrale caratterizzata dal palazzo Pretorio (15° sec.), la loggia veneta (1462) e il Duomo dedicato a San Nazario, affiancato dall'alto campanile (54 m), che nel Trecento era una torre di difesa. Percorrendo la suggestiva via Santorio (ora Kidrič), si superano i settecenteschi palazzi Tacco e Totto, arrivando in piazza Carpaccio: notevole il magazzino del sale e la colonna di Santa Giustina che celebrava la vittoria navale di Lepanto (1571). Al termine del percorso di visita, in un bar del lungomare, sarà effettuata la sosta caffè.

Ore 9.00 Capodistria-Koper (punto 2). Inizio dell'escursione a piedi. Si percorre la lunga diga foranea, caposaldo dell'opera di bonifica che ha collegato l'isola su cui sorgeva Capodistria al retroterra, acquisendo gli spazi per il suo sempre più accentuato sviluppo portuale e commerciale. Sottopassata la grande viabilità, si raggiunge il luogo, dove sorge la chiesetta votiva della Beata Vergine delle Grazie (1640). Accanto c'era la locale stazione della ferrovia Trieste-Parenzo, detta la "Parenzana", dismessa nel 1935 e ora utilizzata come bellissima pista ciclopedonale. Ci innalziamo con la nuova strada che sale come collegamento con Semedella; il nuovo rione è frutto dell'espansione urbanistica di Capodistria, anche derivata dal nuovo ruolo di unico porto mercantile della Slovenia. Nel modo più diretto possibile si raggiunge la dorsale ovest del colle di San Marco. La vista su Capodistria e il suo golfo è già notevole; da notare un capitello recante interessanti rilievi. Seguendo un tratturo, si guadagna la sua boscosa cima (m 223), che fu sede di un antico castelliere. Un'antenna fa rilevare quanto la sua posizione sia dominante la piana di Capodistria. Si raggiunge una buona strada bianca che sale tenendosi in mezzo ai digradanti pastini coltivati. Giunti al culmine della salita si lascia la carrozzabile e, in breve, si accede alla vasta e pianeggiante sommità erbosa del monte Segadizzi. All'improvviso si apre una straordinaria veduta panoramica che spazia dalla sottostante Isola alla frastagliata penisola di Strugnano, con in fondo Pirano, evidenziata dalla chiesa di San Giorgio. E' questo forse il migliore e più spettacolare belvedere aperto sulla costa dell'Istria slovena.

Ore 10.15 monte Segadizzi-Segadiči (punto 3). Attraversato l'ampio pianoro sommitale, si raggiunge la stradina asfaltata che, tenendosi sempre sopra la dorsale, collega i paesi di Gason e

Saredo-Sared. Pur avendo la possibilità di proseguire con una sottostante carrareccia, conviene

percorrere a sinistra la poco trafficata strada, che offre un'ampia veduta sul golfo di Capodistria e

le alture che circondano Trieste. Superato un campo di calcio, dove sarà allestito un piccolo posto di ristoro, in 20 minuti si arriva al paese di Gason. Si attraversa il paese, per lo più composto da belle ville con giardino. Una deviazione a sinistra offrirebbe un modo di ritornare nella piana di Capodistria seguendo il colmo del promontorio dove 2000 anni fa saliva la via romana "Salara", noi invece in pochi minuti arriviamo alla chiesa di Gason, dedicata agli SS. Pietro e Paolo, costruita nel 1478, che cela all'interno interessanti affreschi e arredi religiosi. Come spesso accade nei paesi dell'Istria interna, numerosa la frequentazione dei paesani alla funzione religiosa domenicale.

Ore 11.30 Gason-Gažon (punto 4). Non si scende alla Crosera del monte Toso, dove passa l'intenso traffico diretto verso la Croazia ma, seguendo un'ottima carrareccia, s'incomincia la discesa in val Derniga, raggiungendo in breve il vicino villaggio di Sergassi, piccolo abitato posto in una solare posizione appartata. Spesso si nota nei campi un attivo recupero della coltivazione, con parecchie vigne e tantissimi ulivi. Incuriosisce una casa che espone suppellettili varie e cartelli riecheggianti un non ben definito tema nostalgico.

Ore 12.00 Sergassi-Srgaši (punto 5). Si continua nella discesa, seguendo in ultimo una larga strada ghiaiosa, raggiungendo il fondo dell'aperta vallata del fiume Derniga, che è il principale affluente del Dragogna. Il fondovalle è disabitato ma intensamente coltivato; in questa valle passava la romana via Flavia, nel suo dirigersi verso Pola. Un raccordo ci fa raggiungere la trafficata strada che porta i turisti verso il valico extracomunitario di Dragogna-Castelvenere. Attraversata con prudenza la strada, è confortevole concedersi una piccola sosta in località Bandel, presso il frequentato ristorante Baladur (a-0038656569580). Poco distante si trova un'apprezzata sorgente, che sgorga ai piedi del nostro prossimo più consistente impegno: si dovrà ora risalire il ripido versante est della valle allo scopo di raggiungere Padena, antico paese arroccato in splendida posizione dominante. I meno allenati potranno evitare questo tratto in salita raggiungendo Padena con la corriera.

Ore 12.30 Val Derniga (punto 6). Dalla sorgente parte una vecchia carrareccia, anche proposta come percorso di pellegrinaggio (c'è una via Crucis), ora usata solo dagli escursionisti. Si risale con costante pendenza e in meno di un'ora di discreta salita (170 metri di dislivello) e si arriva al compatto paese di Padena. Giro in visita alle tortuose vie, delimitate dalle caratteristiche vecchie case in arenaria a faccia vista, attualmente solo in parte rinnovate. Da visitare la chiesa di San Biagio, il cui campanile è il costante punto di riferimento nelle varie possibili prospettive paesaggistiche del litorale istriano sloveno. Sosta nei pressi della chiesa per il pranzo al sacco.

Ore 14.00 Padena–Padna (punto 7). Usciti dal paese, s'incontra una nuova costruzione isolata: di sotto è installato un torchio per le olive, nel locale a livello strada è stato di recente aperto il ristorante "Istra nova" (b-0038640467799), di buon livello e spesso piuttosto frequentato. Percorsa per poche centinaia di metri la strada asfaltata, si devia a destra per raggiungere il cimitero della chiesetta di San Sabba, dalla quale si apre una bella veduta su Padena, posta sull'orlo del suo promontorio, contornata dal distensivo paesaggio formato dalle movimentate colline dell'Istria interna. Con una carrareccia di raccordo si perviene a uno sterrato che traversa in piano. Giunti a un bivio bisogna prendere la pista a sinistra (segnavia bianco-rosso) che s'inoltra fra i campi coltivati a ulivo, oltrepassa un modesto rio e con un tratto di buona salita (utili i bastoncini nel caso di terreno bagnato) alla fine sbuca sulla locale strada asfaltata, proprio dove inizia il successivo paese di Novavilla. Si attraversa il vecchio paese, che si sta rinnovando e ampliando con molte case nuove con fioriti giardini. Subito dopo il lussuoso ristorante "Na Burji" (c-0038656726042) si arriva alla piazza del paese. Interessante la visita alla vicina chiesa della Beata Vergine, risalente al

1763. Accompagnati dai gentili paesani, si potrà accedere alla loro casa polifunzionale, dove sono stati dipinti degli affreschi rappresentanti scene popolari che intendono tramandare la memoria degli usi e le tradizioni locali.

Ore 15.30 Novavilla-Nova Vas (punto 8). Trascurando un altro ottimo itinerario (segnalato in pianta), che collega fra loro Carcauze, Novavilla e il paese di San Pietro, allo scopo di raggiungere Carcauze, che è già in vista, si prende il percorso segnalato che parte dal centro di Novavilla. L'ameno sterrato taglia a mezzacosta le pendici meridionali dell'altopiano a nord, poi passa nei pressi di una sorgente che fu importante risorsa idrica nel passato e da poco è stata lodevolmente restaurata, infine, senza dover superare dislivelli eccessivi, si ritorna all'asfalto nei pressi di uno stagno. Siamo arrivati in località Hrib, piccolo abitato situato nell'immediata periferia di Carcauze. Giunti all'altezza del cimitero di Santo Stefano, è molto consigliabile una breve deviazione (a 400 m) che consenta di raggiungere il luogo dove è stata collocata un'antica stele di pietra recante incisioni stilizzate bi-millenarie, che sta diventando uno dei simboli del litorale dell'Istria slovena. Compiuta l'interessante digressione, s'incontra un agriturismo a conduzione famigliare di nuova apertura e uno spiazzo pertinente alla casa dei vigili del fuoco, utile per posteggiare la corriera. Siamo arrivati a Carcauze, un bellissimo, antico paese (documentato come castello già nel 12° secolo), arroccato in cima a una stretta dorsale che domina la valle del Dragogna.

Ore 16.30 Carcauze-Krkvače (punto 9). Giro in visita al paese, accompagnati da un amico del posto, particolarmente socievole e informato. Si visita la chiesa di San Pietro, costruita nel 1633, direttamente sopra una spettacolare bancata rocciosa che costituisce il sagrato della chiesa. Nell'interno sorprende la maestosità dell'altare principale con 4 statue di santi e una curiosa acquasantiera. Particolarmente suggestivo è il poter girare fra le tipiche case istriane in nuda pietra arenaria, che furono per lo più abbandonate a causa dell'esodo, ma ora sempre più spesso soggette a restauro mirato. Prenotandola, ci si può concedere una visita a un piccolo museo etnografico privato, dove la padrona, vestita in costume tradizionale, offre anche accoglienza culinaria. Si ritorna alla corriera che aspetterà nel posteggio adiacente all'agriturismo Lisiak. Fine dell'escursione a piedi.

Ore 17.3o Carcauze-Krkavče, località Hrib (punto 10). Sosta di 1 ora presso l'agriturismo "Lisjak" (d-0038656567657) per festeggiare con una bicchierata la conclusione della camminata. Possibilità di poter usufruire in convenzione facoltativa, da prenotare e pagare in sede entro venerdì 2 ottobre, di un menù unico composto di minestrone di "bobici", ½ salciccia, pane e dolcetto al prezzo di € 5.

Ore 18.3o Carcauze-Krkavče. Partenza con la corriera. Si passa per le molto panoramiche strade dell''Istria interna, passando non distanti dai piccoli paesi di Puzzole-Puče (agriturismo "Tonin"-e- 0038656567098) e Costabona (gostilna "Pri Mlinu"-f-0038656567197). Attraversato Monte-Šmarje(gostilna "Trije Lovci"-g-0038656560502), si raggiunge la strada principale, scendendo verso Capodistria. Si rientra in Italia attraverso l'ex valico di Rabuiese-Škofije.

Ore 19.45 Trieste. Arrivo in Foro Ulpiano (38 km. da Carcauze). Fine della gita.


 

Caratteristiche dell'itinerario:

Difficoltà: 60 % E escursionistico, 40 % T turistico;

Ore 6 effettive di marcia. Dislivello: metri 650 in salita, metri 390 in discesa.

Adoperando la corriera (tratto Val Dernica-Padena), sarà possibile ridurre l'escursione di ¾ d'ora, con 170 m. di dislivello in salita in meno.


 

Coordinatore della gita: Sergio Ollivier (3493413641). Assistenza logistica: Giuliano Taccani

Il programma sarà strettamente osservato, salvo cause di forza maggiore.


 


 


 


 


 


 


 


 

E per finire con la visita ai paesi dell'Istria slovena

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TRAVERSATA DEL LITORALE DELL'ISTRIA SLOVENA"DAL GOLFO DI CAPODISTRIA ALLA VALLE DEL DRAGOGNA"

L'itinerario: Capodistria-Koper (12 m), monte Segadizzi-Segadiči (264 m), Gason-Gažon (243 m), Sergassi-Srgaši (165 m), val Derniga-Drnica (46 m), Padena-Padna (215 m), Novavilla-Nova Vas (268 m), Carcauze-Krkavče (175 m).



IL PROGRAMMA: descrizione e orari
Ritrovo dei partecipanti alla gita in via Fabio Severo, di fronte alla Rai.Ore 7.00 Trieste. Partenza con la corriera. Si passa per l'ex valico di confine italo-sloveno di Rabuiese-Škofije e seguendo le indicazioni, in breve, si arriva a Capodistria (Koper, 20 km. da Trieste).Ore 7.45 Capodistria-Koper (punto 1). Visita alla cittadina. Si entra dalla porta della Muda (1516) unica superstite delle 12 esistenti delle mura che difendevano la cittadella, che era collocata su un'isola. Si entra nella piazza Preseren, dove si trova l'elegante fontana Da Ponte (1666) e la chiesa di San Basso. Si risale verso il centro, incrociando i palazzetti di stile veneto Carli e Almerigogna; si percorre l'antica via Callegaria e, sottopassato un portico, si sfocia nella bellissima piazza centrale caratterizzata dal palazzo Pretorio (15° sec.), la loggia veneta (1462) e il Duomo dedicato a San Nazario, affiancato dall'alto campanile (54 m), che nel Trecento era la torre di difesa. Percorrendo la suggestiva via Santorio (ora Kidrič), si superano i settecenteschi palazzi Tacco e Totto, arrivando in piazza Carpaccio: notevole il magazzino del sale e la colonna di Santa Giustina che celebrava la vittoria navale di Lepanto (1571). Al termine del percorso di visita, in un bar del lungomare, sarà effettuata la sosta caffè.Ore 9.00 Capodistria-Koper (punto 2). Inizio dell'escursione a piedi. Si percorre la lunga diga foranea, caposaldo dell'opera di bonifica che ha collegato l'isola su cui sorgeva Capodistria al retroterra, acquisendo gli spazi per il suo sempre più accentuato sviluppo portuale e commerciale. Sottopassata la grande viabilità, si raggiunge il luogo, dove sorge la chiesetta votiva della Beata Vergine delle Grazie (1640). Accanto c'era la locale stazione della ferrovia Trieste-Parenzo detta la "Parenzana", dismessa nel 1935 e ora utilizzata come bellissima pista ciclopedonale. Ci innalziamo con la nuova strada che sale come collegamento con Semedella; il nuovo rione è frutto dello sviluppo urbanistico di Capodistria, derivata dal nuovo ruolo di unico porto mercantile della Slovenia. Nel modo più diretto possibile si raggiunge la dorsale ovest del colle di San Marco; la vista su Capodistria e il suo golfo è già notevole; da notare un capitello recante interessanti incisioni. Seguendo un tratturo si guadagna la sua boscosa cima (m 223), che fu sede di un antico castelliere. Un'antenna fa rilevare la sua posizione dominante la piana di Capodistria. Si raggiunge una buona strada bianca che sale, avendo a lato la privatizzazione dei digradanti pastini coltivati. Giunti al culmine della salita si lascia la carrozzabile e in breve si accede alla vasta e pianeggiante sommità erbosa del monte Segadizzi. All' improvviso si apre una straordinaria veduta panoramica che spazia dalla sottostante Isola alla frastagliata penisola di Strugnano, con in fondo Pirano, evidenziata dalla chiesa di san Giorgio. E' questo forse il migliore e più spettacolare belvedere aperto sulla costa dell'Istria slovena.Ore 10.15 monte Segadizzi-Segadiči (punto 3). Attraversato l'ampio pianoro sommitale, si raggiunge la stradina asfaltata che, tenendosi sempre in alto della dorsale, collega i paesi di Gason e Saredo-Sared. Pur avendo la possibilità di proseguire con una sottostante carrareccia, conviene percorrere a sinistra la poco trafficata strada, che offre un'aperta veduta sul golfo di Capodistria e le alture che circondano Trieste. Superato un campo di calcio, dove sarà allestito un piccolo posto di ristoro, in 20 minuti si arriva al paese di Gason. Si attraversa il paese, composto per lo più da belle ville con giardino. Una deviazione a sinistra offrirebbe un bel modo di scendere nella piana di Capodistria seguendo il colmo del promontorio dove 2000 anni fa saliva la via romana "Salara", noi invece in pochi minuti arriviamo alla chiesa di Gason, dedicata ai SS. Pietro e Paolo, costruita nel 1478, che cela all'interno interessanti affreschi e arredi religiosi. Come spesso accade nei paesi dell'Istria interna, buona la frequentazione dei paesani alla funzione religiosa domenicale.Ore 11.30 Gason-Gažon (punto 4). Non si scende alla Crosera del monte Toso, dove passa tutto il traffico diretto in Croazia ma, seguendo un'ottima carrareccia, s'incomincia la discesa in val Derniga, raggiungendo in breve il vicino villaggio di Sergassi, piccolo abitato posto in una solare posizione appartata. Spesso si nota nei campi un attivo recupero della coltivazione, con parecchie vigne e tantissimi ulivi. Incuriosisce una casa che espone disordinatamente suppellettili e cartelli riecheggianti un non ben definito tema nostalgico. Ore 12.00 Sergassi-Srgaši (punto 5). Si continua nella discesa, seguendo in ultimo una larga strada ghiaiosa, raggiungendo l'aperta vallata del fiume Derniga, che è il principale affluente del Dragogna. In questa valle passava la romana via Flavia, nel suo dirigersi verso Pola. Il fondovalle è disabitato ma intensamente coltivato. Un raccordo ci fa raggiungere la trafficata strada che porta i turisti verso la Croazia e il valico extraeuropeo di Dragogna-Castelvenere. Attraversata con prudenza la strada, è confortevole concedersi una piccola sosta in località Bandel, presso il frequentato ristorante Baladur (0038656569580). Poco distante si trova un'apprezzata sorgente, che sgorga ai piedi del nostro prossimo più consistente impegno: si deve ora risalire il ripido versante est della valle, allo scopo di raggiungere Padena, antico paese arroccato in splendida posizione dominante. I meno allenati potranno evitare questo tratto in salita raggiungendo Padena con la corriera.Ore 12.30 Val Derniga-Drnica (punto 6). Dalla sorgente parte una vecchia carrareccia, ora usata solo dagli escursionisti , anche proposta come percorso di pellegrinaggio (c'è una via Crucis), che risale con costante pendenza. In meno di un'ora di discreta salita (170 metri di dislivello) e si arriva al compatto paese di Padena. Giro in visita alle tortuose vie, delimitate dalle caratteristiche vecchie case in arenaria a faccia vista, attualmente solo in parte rinnovate. Da visitare la chiesa di San Biagio, il cui campanile è il costante punto di riferimento nelle varie prospettive del paesaggio del litorale istriano sloveno. Sosta nei pressi per il pranzo al sacco.Ore 14.00 Padena–Padna (punto 7). Usciti dal paese s'incontra una nuova, grande costruzione isolata: di sotto è installato un torchio per le olive, nel locale a livello strada è stato recentemente aperto un ristorante di buon livello, spesso molto frequentato. Percorsa per poche centinaia di metri la strada asfaltata, si devia a destra per raggiungere il cimitero della chiesetta di San Sabba, dalla quale si apre una bella veduta su Padena, posta sull'orlo del suo promontorio e sul distensivo paesaggio formato dalle ondulate colline dell'Istria interna. Con una carrareccia di raccordo si perviene a uno sterrato che traversa in piano. Giunti a un bivio bisogna prendere la pista a sinistra (segnavia bianco-rosso) che si inoltra fra campi coltivati a ulivo, oltrepassa un modesto rio e con un tratto di buona salita (utili i bastoncini nel caso di terreno bagnato) alla fine sbuca sulla locale strada asfaltata, proprio dove inizia il successivo paese di Novavilla. Si attraversa il vecchio paese, che si sta rinnovando e ampliando con molte case nuove con fioriti giardini. Subito dopo il lussuoso ristorante zzz si arriva alla piazza del paese. Interessante una visita alla vicina chiesa della Beata Vergine, risalente al 1763. Accompagnati dai gentili paesani, si potrà accedere alla loro polifunzionale casa-riunione, dove sono stati dipinti degli affreschi rappresentanti scene popolari che intendono tramandare la memoria degli usi e le tradizioni locali.Ore 15.30 Novavilla-Nova Vas (punto 8). Trascurando un altro ottimo itinerario (segnalato in pianta), che collega fra loro Carcauze, Novavilla e il paese di San Pietro, allo scopo di raggiungere Carcauze, che è già in vista, si prende il percorso segnalato che parte dal centro di Novavilla. L'ameno sterrato taglia a mezzacosta le pendici meridionali dell'altopiano a nord, poi passa nei pressi di una sorgente che fu importante risorsa idrica nel passato e da poco è stata lodevolmente restaurata. Infine, senza dover superare dislivelli eccessivi, si ritorna all'asfalto nei pressi di uno stagno. Siamo arrivati in località Hrib, piccolo abitato situato nell'immediata periferia di Carcauze. Giunti all'altezza del cimitero di santo Stefano. è molto consigliabile una breve deviazione (a 400 m) che consente di raggiungere il luogo dove è stata collocata una antica stele di pietra recante incisioni stilizzate bi-millenarie, che sta diventando uno dei simboli del litorale dell'Istria slovena. Compiuta l'interessante digressione, s'incontra un agriturismo a conduzione famigliare di nuova apertura e uno spiazzo pertinente alla casa dei vigili del fuoco, utile per posteggiare la corriera. Siamo arrivati a Carcauze, un bellissimo antico paese (documentato come castello già nel 12° secolo), arroccato in cima a una stretta dorsale che domina la valle del Dragogna.Ore 16.30 Carcauze-Krkvače (punto 10). Giro in visita al paese, accompagnati da un amico del posto, particolarmente socievole e informato. Si visita la chiesa di San Pietro costruita nel 1633, direttamente sopra una spettacolare bancata rocciosa che costituisce il sagrato della chiesa. Nell'interno sorprende la maestosità dell'altare principale con 4 statue di santi e una curiosa acquasantiera. Particolarmente suggestivo è il poter girare fra le tipiche case istriane in nuda pietra arenaria, un tempo per lo più abbandonate a causa dell'esodo, ma ora sempre più spesso soggette a restauro mirato, come pure concedersi una breve visita ad un piccolo museo etnografico privato, dove la padrona offre anche accoglienza culinaria, vestita in costume tradizionale. Si ritorna alla corriera che aspetterà nel posteggio adiacente all'agriturismo Lisiak. Fine dell'escursione a piedi.Ore 17.3o Carcauze-Krkavče, località Hrib (punto 11). Sosta di 1 ora presso l'agriturismo Lisjak per festeggiare con una bicchierata la conclusione della gita. Possibilità di poter
usufruire in convenzione facoltativa, da prenotare e pagare in sede entro venerdì 2 ottobre
di un menù unico composto da minestrone di bobici", ½ salciccia, pane e dolcetto al prezzo di € 5.Ore 18.3o Carcauze-Krkavče. Partenza con la corriera. Si passa per le molto panoramiche strade dell''Istria interna, passando vicino ai paesi di Puzzole-Puce e Costabona. Attraversato Monte (Šmarje), si raggiunge la strada principale, scendendo verso Capodistria. Si rientra in Italia attraverso l'ex valico di Rabuiese-Škofije.Ore 19.45 Trieste. Arrivo in Foro Ulpiano (38 km. da Carcauze). Fine della gita.Caratteristiche dell'itinerario:Difficoltà: 60 % E escursionistico, 40 % T turistico;Ore 6 effettive di marcia. Chilometri approssimativi XXX.Dislivello: metri xxx in salia metri xxx in discesa.Grazie alla corriera, sarà possibile ridurre l'escursione di ¾ d'ora, con 170 m. di dislivello in salita in meno.Il programma sarà strettamente osservato salvo cause di forza maggiore.































Lionel Ollivier - Francia


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Guarda la pagina Facebook di Lionel su:
Facebook Lionel Ollivier
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Lionel Ollivier ci ha scritto:
Bonjour, ma famille originaire du sud est de la France, moi j'ai émigrè au Senegal l'anné passé.
Traduzione con Google:
Bongiorno, la mia famiglia è originaria dal sud est della Francia, io sono andato a vivere nel Senegal l'anno scorso.

Jiame Ollivier, Messico

Jaime Ollivier ha scritto:
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Hi i i'm from Chihuahua, Mexico.
My great grandfather was french, i don't know why they came here to Mexico.
Thanks for this page, now i can see there's a lot of Ollivier in the world.
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Traduzione (con Google):
Io sono di Chihuahua, Messico.
Il mio bisnonno era francese e .. in Messico.
Grazie per questa pagina, ora vedo che c'è un sacco di Ollivier nel mondo.

Natalia Ollivier - Argentina


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Natalia Ollivier mi ha scritto:
Conoscerte
Hola Sergio q tal ? Espero q todo bien.
Queria saber come se compone tu familia Ollivier.
Espero me cuentes mi correo de hotmail es .......
Traduzione in italiano con Google:
Ciao Sergio, come va ? spero tutto bene.
Vorrei sapere come è composta la tua famiglia Ollivier.
Ti comunico che la mia casella di posta è .......

. Risposta in italiano:
Ciao amica Natalia, ti spedisco la foto della mia famiglia.
Manca mio nipote Michele (15 anni) e fra pochi giorni divento nonno: mia figlia Cristina darà alla luce due gemelle femmine.
Un saluto dall'Italia
Sergio Ollivier da Trieste
Yo no hablo espanol (con traduccion de Google)
Hola amiga Natalia, envie la foto de mi familia.
Falta el de mi nieto Michael (Michele, 15 anos) y en unos dias me abuelo: mia hija Cristina da a luz dos ninas gemelas.
Un saludo desde Italia
Sergio Ollivier - Trieste

Natalia ha scritto:
Hola Sergioooo,
me incantada poter intender tu idioma para estar comunicado con vos tiempo abrazos a tu fanilia.
Besosss
Traduzione con Google.
Ciao Sergio,
sono contenta di poter capire la vostra lingua, per comunicare nel tempo, con la vostra famiglia.
Abbracci e baci Natalia Ollivier

Natalia ha scritto:
Sergiooo, espero andes bien, ya me uni a los Ollivier del mundo.... Espero poder comunicarmre mas seguido con vos...
saludos a la familia.
Traduzione con Google:
Sergio, spero che state bene, sono entrata negli Ollivier del mondo... Spero di poter comunicare più spesso con voi...
Saluti alla famiglia.
HHola, amiga Natalia.

Agustin Ollivier - Argentina


Guarda la pagina Facebook di Agustin Ollivier:

>>> Facebook Agustin Ollivier <<<>
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Agustin Ollivier ha scritto (in spagnolo) :
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Hola, soy Agustin de Buenos Aires - Argentina.
Mi familia es muy numerosa pero porq tengo muchos thios y primos, pero solo conozco a mi abuela y de ahi en mas la historia de la familia no se ...
Me gustaria saber si es coincidencia o realmente hay alguien q sea familiar por lo menos lejano ! Noto q la mayoria sin franseces o italianos... jeje yo no entiendo nada:
Pero bueno nada, seria un gusto poder hablar con alguien de elios besos y mucho salutos PRIMOS jeje
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Traduzione con Google:
Ciao, sono Agustin da Bueno Aires - Argentina
La mia famiglia è molto numerosa e ho molti zii e cugini, ma so solo poco della storia della mia famiglia.
Mi domando se è solo una coincidenza ma vedo che la maggioranza sono francesi o italiani, ma non capisco nulla di più.
Sarebbe un piacere poter parlare con qualcuno di loro.
Molti baci e saluti PRIMOS jeje
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Quarto gruppo Facebook: La Famille OLLIVIER

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E' già il quarto gruppo che tratta degli "Ollivier".
Magnifico!!
Ora sarebbe bello un stretto contatto fra gli iscritti dei quattro gruppi.
Sergio Ollivier
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Facebook La Famille OLLIVIER <<<< color="#ffffff">.

Lucy Ollivier - Stati Uniti (USA)


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Lucy ha scritto:
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Sergio, i live in California in the United States.
I will try the ollivier website.
Trank yuo for thinking of me.
Traduzione con Google:
Sergio, io vivo in California, negli Stati Uniti.
Io cercherò nel sito Ollivier.
Trank su di me.
Traduzione con Google:.

Primo gruppo Facebook "Tutti gli Ollivier del mondo"

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Il grupppo Facebook, in lingua italiana, che si rivolge a "Tutti gli Ollivier del mondo":
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>>>> Facebook Tutti gli Ollivier del mondo <<< cliccare
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Terzo gruppo Facebook "Les Ollivier des milles"

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Un'altro gruppo d'ispirazione francese dedicato alla grande famiglia degli "Ollivier":
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>>>> Facebook les OLLIVIER des milles <<<< cliccare

Secondo gruppo Facebook "Les Olliviers"

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Un'altro gruppo facebook (in francese) riguardante gli "Ollivier".

>>>> Facebook Les Olliviers <<<< cliccare

Lucille Ollivier - Francia


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Lucille Ollivier e écrit:
Oui!
Je troupe ca sympathique de reunir tous les Ollivier du monde.

.Traduzione con google:
Si !
Io trovo simpatico riunire tutti gli Ollivier del mondo.

Ricardo Ollivier - Messico

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Ricardo Ollivier ha scritto
Ola a todo aqui otro Ollivier de Mexico
Hi people here other Ollivier of Mexico
He gens ici autre Ollivier de Mexico
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Traduzione con google:
Ciao a tutti dal Messico da un'altro Ollivier
Ci sono altri Ollivier nel Messico
.......